Di Silvia Di Dio
Aziendalista per otto ore al giorno visto il suo impiego in banca; poi, tornato a casa, “magicamente si immerge nel ruolo di scrittore”: così Claudio Rinaldi, autore di favole e fiabe per bambini, racconta di sé.
E si pregerà anche della sua presenza la Settimana dei Bambini del 2010, dove porterà le sue storie fantastiche, perché “le favole hanno – dice – un profondo valore formativo nella vita di un bambino”.
Devoto agli insegnamenti di Gianni Rodari, Rinaldi racconterà ai bambini di Ostuni e dintorni come saranno le fiabe nell’anno 9999…. E come saranno favole e bimbi tra secoli e secoli? Lo stesso autore a commentare: “I bambini del futuro saranno super attivi… ma pur sempre dei bambini. Per questa ragione il valore dell’infanzia ed i bisogni del crescere saranno come l’alba ed il tramonto: eterni”.
- Innanzitutto, chi è per lei Gianni Rodari?
Il Grande Maestro è stato per me molto importante in quanto il primo libro, che ho avuto in regalo dai miei genitori, è stato “Favole al telefono”. Penso che il Meraviglioso Gianni Rodari sia stato, e lo sarà sempre, un faro nella notte orfana della fantasia.
- Ed in una società tecnologica come la nostra, che ruolo hanno le favole?
Le fiabe hanno avuto sempre un profondo valore formativo nella vita di un bambino. Anche nella nostra società iper-tecnologica, le fiabe rivestono un ruolo fondamentale per il bambino che lo aiutano a comprendere le varie sfaccettature dell’esistenza umana attraverso questi componimenti fantastici.
- Un impiego in banca, e la passione per lo scrivere fiabe per i bambini: due mondi così diversi s’incontrano nella sua persona.
In banca sono una persona completamente diversa, un aziendalista convinto ed amo il mio lavoro. Invece a casa divento lo scrittore di fiabe per bambini. Il motivo di tutto ciò non lo conosco: la certezza è quella di essere un uomo che si traveste, per otto ore al giorno, da mugnaio e lavora nel mulino dei soldi, dopodiché si allontana da quest’ultimo e, magicamente si immerge nel ruolo di scrittore.
- I ricavi della vendita dei suoi libri sono spesso devoluti ad associazioni e cooperazioni con finalità sociale. Quanto crede nella solidarietà e nella cultura del volontariato?
Credo fermamente nella solidarietà e nel volontariato. Immaginiamo, per un attimo, che nel mondo non ci fossero più questi due sentimenti: solidarietà e volontariato nascono dal fondo del cuore e, per questa ragione, ho usato il termine sentimento. In quell’attimo la vita dell’uomo scomparirebbe, in quanto tendere la mano a chi è meno fortunato di noi e dedicare del tempo per aiutare il prossimo rappresentano, senza dubbio, i pilastri della stessa vita.
- Presenterà “Fiabina”, dove racconta come saranno le fiabe nell’anno 9999: pensa che saranno diverse le favole e i bimbi dei secoli futuri?
Le fiabe possono essere lette anche su un iPad.
Questo significa che le fiabe non morranno mai, cambierà soltanto il modo di leggerle e di raffigurarle.
Nell’anno 9999 le fiabe saranno, in base alla mia fantasia, come descritte nel mio e-book:
Fiabina (Simonelli Editore). I bambini del futuro saranno super attivi con mille diavolerie tecnologiche a loro disposizione ma, pur sempre dei bambini. Per questa ragione il valore dell’infanzia ed i bisogni del crescere saranno come l’alba ed il tramonto: eterni.
- Infine: cosa si aspetta di trovare alla Settimana di Ostuni? Come se la immagina?
Siccome è la prima volta che partecipo posso solo fantasticare: una settimana che donerà ad ogni bambino un piccolo raggio di sole trasformando Ostuni in una città di luce.









