SPECIALE ELEZIONI AMMINISITRATIVE 2010
A cura di Victor Botta
Continua il ciclo di interviste ai giovani sanvitesi che sono attivamente coinvolti in politica. Tra poco più di un mese i cittadini saranno chiamati a scegliere la nuova amministrazione e la loro voce è indubbiamente un utile indicatore per comprendere quali siano le priorità su cui agire con maggiore urgenza e quali caratteristiche debba possedere il nuovo sindaco per fare il bene della città. Per il Pdl, dopo Romualdo Parisi, è il turno di Luca De Netto, neo-presidente nazionale del centro studi internazionale “EuropaItalia”.
Da molti anni ormai sei uno dei giovani sanvitesi di centro-destra più attivi. Sei stato nominato recentemente presidente nazionale del centro studi internazionale “EuropaItalia”. Puoi spiegare brevemente di cosa si occupa il centro e quali obiettivi si pone?
Innanzi tutto grazie per l’occasione e per il lavoro che svolgete per San Vito. Il Centro Studi è un’organizzazione che cerca di mettere a sistema esponenti del mondo della cultura, delle università, della politica, del volontariato e dell’impresa per proporre tesi e progetti atti a fornire le risposte a problemi e situazioni presenti, con uno sguardo molto attento alla ricerca storica e culturale, e sempre con il pensiero rivolto al futuro. Non si può costruire il domani senza essere ancorati alla realtà di oggi e senza conoscere le proprie radici. Soprattutto non si può costruire nulla senza una chiara visione del mondo, senza un proposta culturale che sta alla base di quella economica, politica e sociale. Tra i tanti strumenti per realizzare queste sinergie, Europaitalia, che è un’organizzazione no profit e quindi gratuita, ha una rivista internazionale che mette in contatto il cittadino con l’Unione Europea, studia e propone progetti al Parlamento europeo, collabora con le Fondazioni e gli enti pubblici, fornisce borse di studio per giovani universitari, si pone il problema di costruire il nuovo modello sociale europeo attualizzandone la tradizione millenaria che è fatta di sussidiarietà e radici greco-romane e cristiane.
Come credi che i giovani possano influire sulla politica locale e nazionale? Esiste secondo te, un problema di ricambio generazionale all’interno della nostra classe dirigente? se si, cosa proporresti a riguardo?
In democrazia contano i numeri, ed i giovani, se vogliamo fare un discorso molto “crudo”, sono obiettivamente pochi in una Nazione che invecchia. Per questo, la loro voce rischia di rimanere inascoltata. Ecco perché occorre puntare sulla qualità, e non sulla quantità: i tempi di migliaia di giovani in marcia nelle piazze sono lontani. Per garantire un ricambio di classe dirigente, che è vitale per il bene comune, bisogna fornire occasioni di crescita e selezione dei migliori, per evitare il rischio di fare discorsi di quote “verdi” o peggio ancora di un giovanilismo senza contenuti, che molto spesso è una sorta di specchietto per le allodole. Le colpe di un mancato rinnovamento però non sono tutte dei così detti quadri anziani, che pure hanno grosse responsabilità. Se ai giovani si insegna che tutto è dovuto loro, che basta scodinzolare dietro al potente di turno per avere un contentino, e se i giovani svendono la propria dignità di persone accettando questo modo di fare, è naturale che tutto resti immutato. I giovani devono tornare ad imparare a lottare, a prendersi quello che gli spetta con le unghie e con i denti, a scegliere la strada del sacrificio e dell’impegno piuttosto che quella dell’utilitarismo. Ma soprattutto devono avere l’umiltà di fare percorsi formativi, e ritornare ad amare e a sognare un futuro migliore per la propria terra.
Fra poche settimane i cittadini saranno chiamati a rinnovare l’amministrazione comunale. Fin’ora è trapelato molto poco da tutti gli schieramenti. Per il centro-destra i nomi più accreditati sembrano essere quelli di Silvana Errico ed Alberto Magli. Ritieni possano essere i candidati giusti per cercare di rinnovare S. Vito?
Il toto-nomine è un falso problema, non coglie alla radice i termini della questione, e quindi non entro in queste cose. Abbiamo però dei dati di fatto accettati da chiunque: il centrodestra sanvitese ha governano per una legislatura guidato da Antonello Trizza, e non vedo ragioni, almeno finché coloro a cui competono le decisioni, ovvero gli esponenti istituzionali del centrodestra sanvitese, saranno d’accordo, per cui si debba venire meno al diritto-dovere degli uscenti di continuare a portare avanti il progetto intrapreso, e sottoporre lo stesso al vaglio degli elettori.
Quali ritieni debbano essere le priorità immediate della nuova amministrazione?
Gli esponenti della nuova amministrazione dovrebbero avere il coraggio di rompere gli schemi e di rischiare, trasmettendo iniezioni di entusiasmo alla cittadinanza, che è sempre stata operosa e capace. Aprirsi al nuovo, coinvolgere società civile e mondo imprenditoriale, adottare la partecipazione sociale al bilancio sono opzioni utili a tutta San Vito.
Oltre alle amministrative, si corre anche per il rinnovo del governo regionale. Qui le cose sono molto più chiare: se non altro, si conoscono i nomi di tutti e tre i candidati. Puoi descriverci, brevemente, il profilo del candidato del Pdl Rocco Palese?
Rocco è uno stackanovista della politica regionale, abituato a trascorrere giornate per leggersi tutti i documenti, a fare interrogazioni, a contestare Vendola. Inoltre conosce nel dettaglio tutte le operazioni compiute dal centrosinistra. E’ un osso duro, e merita tutto il sostegno possibile da parte dei pugliesi scontenti della situazione, e quindi non solo quelli di centrodestra.
Quanto può influire, secondo te, sugli esiti delle elezioni regionali per il Pdl, la candidatura di Adriana Poli Bortone? La sua decisione di correre da sola potrebbe sottrarre voti decisivi per la vittoria finale oppure ritieni che sostanzialmente non romperà gli equilibri tra Vendola e Palese?
E’ innegabile che Adriana sia una costola del centrodestra, ma in politica occorre anche saper fare dei passi indietro. All’appello di Silvio Berlusconi, Palese aveva dato disponibilità, mentre altri sono rimasti fermi sulla propria posizione. Ciò non significa che il PLD possa perdere voti significativi, perché Rocco Palese è il solo candidato in grado di costruire una vera alternativa alla sinistra. E’ infatti abbastanza conosciuto il gioco posto in essere da Casini e D’Alema sui tavoli romani. Quindi la Poli Bortone potrebbe più togliere a Vendola, che a Palese, chissà…
Cosa pensi del governatore uscente Nichi Vendola? Come valuti i 5 anni della sua amministrazione?
Vogliamo parlare di sanità e degli scandali? Ricordo le marce contro Raffaele Fitto e la promessa di riaprire i piccoli ospedali di provincia… Mi pare che non solo siano rimasti chiusi, ma si sia abbassata la qualità anche nei grossi centri di eccellenza, per non parlare delle liste di attesa. O preferiamo parlare di occupazione? O forse di qualità della vita dei pugliesi? Vendola è un bravo incantatore, ma i fatti sono quelli che tutti abbiamo davanti. E che peseranno il 27 e il 28 di marzo nella scelta del nuovo Presidente










Una bella e convincente intervista,mi piace il concetto “che non tutto e’ dovuto “i giovanni devono imparare a lottare,prendersi quello che gli spetta con i denti e con le unghia e non scodinzolare dietro qualche potente per avere un incarico.Sono sicuro che questa volta Ti avremo in lista per lottare,per rompere gli schemi,aprirsi al nuovo,coinvolgendo la societa’ civile e il mondo imprenditoriale per far decollare questo comune.
GRANDE LUCA DE NETTO!! BELLA INTERVISTA!!! AVANTI COSI